Roberto Fecit

Cordialmente mi presento

Roberto, di famiglia marchigiana, già ministeriale romano, senza marchio e senza infamia, transfuga da viale Trastevere, alla ricerca di orizzonti grandiosi e netti, trovò a Roncio come cimentarsi al meglio di sé stesso.

Il Maso delle zaghe ne è il risultato. Dieci anni in cui l'autore/committente è stato pure garzone e manovale di tutte le maestranze, conducendo una vita di frontiera in un piccolo alloggio mal protetto dai rigori invernali e pure da quelli roventi del tetto di lamiera in estate.

" Un ministeriale prestato al lavoro !", sentenziò sfottendo un amico, a Roncio.

Forse, però ora ho il gusto ineffabile di invitare gli amatori della montagna e della sua cultura a soggiornare o almeno visitare il Maso delle zaghe, il cui tema conduttore ti avvolge, subito, appena entrato:

" fantasie e trasgressioni sull'antico abitare di montagna "

Il tutto realizzato pezzo su pezzo, ruspando e rischiando fra pietre, legni secolari, manufatti d'epoca e sentendo i racconti dei più che ottuagenari, sopravvissuti uomini della montagna.

Chiamatemi forse sono in giro a governare il Maso o ad aiutare Ezio - il giovanissimo dei sopravvissuti - a governare galline e conigli. Sarò felice di introdurvi alla mia opera e di sentirvi sul sereno gioco che vi propongo, in un antico, minuscolo, villaggio di montagna, eremo di pace e di grandiosi paesaggi, attorno al fuoco, con paiolo e con la griglia, fra aromi di monte, a ciarlare di cose serie e facete.

Chiamatemi, ci accorderemo per un incontro in cui baratteremo la vostra gratificante disponibilità, con la mia ospitalità totalmente disinteressata.

Il giorno dopo, al vostro partire il mio saluto sarà vedervi raccogliere uova ancora calde dal cestino nella stalla, aspettando un attimo se la gallina è ancora all'opera !

Roberto