4 secoli di storia in metri 42,5

Quattro secoli di storia in 42 metri

Il percorso a piano terra - entrando dall'arco est del Maso, vicino alla fontana - ne caratterizza fortemente il vissuto agro-silvo-pastorale.

In 42 metri ( tale la lunghezza ) ti viene incontro la vita di non meno di quattro secoli.

Subito comincia la Corte comune, tale per il diritto di passaggio, da sempre, di tutte famiglie, per prelevare la legna da ardere, riposta - talvolta insieme ad altri piccoli accessori del lavoro contadino - a ridosso delle pareti negli spazi riservati a ciascuna. Oppure per accedere alle proprie cantine, di pietra con solai a volta a botte ( avvolti ) , interrate dentro la montagna a monte.

Il solaio della Corte è in maltapaglia: travature molto ravvicinate per impedire la caduta dell'impasto di sassi, calce, sabbia e paglia ivi costipato. Una orditura di listelli inchiodata sulla travatura ed intonacata, con malta molto povera, rifiniva il tutto. Sopra il solaio c'era, come ora, l'abitato.

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In fondo alla Corte comune vediamo un piccolo cortile di pietra ( in salegià ). Qui è la porta d'ingresso al Maso delle zaghe ed il portone di una delle accennate cantine interrate.

Sopra l'ingresso si nota un tratto di solaio in maltapaglia, lasciato come reperto storico documentale, volutamente in sezione, per facilitare la comprensione della sua fattura.

Addossata al muro una slitta a traino animale, già usata per il trasporto del letame.

Sul pavimento si proietta la luce di un arco rudimentale, con vista sulle montagne di Marilleva.

Attraverso l'arco si raggiunge il prato, dopo una breve scaletta in salegià, nonché l'ambiente sociale-cucina-pranzo, chiamato " Davanti a montagne senza fine " ( vedere in " Per folte comitive " )

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Con l'ingresso al Maso delle zaghe si entra nella parte interessata dalla recente ristrutturazione, ma solo per quanto riguarda solai, pavimenti e servizi.

Infatti, subito, a dx del corridoio, si incontra " El volt ", ambiente tutto in pietra, con volta a botte, ora radicalmente risanato ed adibito ad ambiente sociale ( vedere " Per folte comitive " ), ma una volta umida cantina utilizzata per lo stoccaggio delle derrate alimentari prodotte ( segale, orzo, patate ) o acquistate ( mais ).

Le derrate erano, in qualche modo protette in enormi cassoni di legno, distanziati dalla nuda terra, con palafitte, piantate direttamente sulla stessa ( tutto il materiale è stato conservato ed è in visione ).

Le tre travi trasversali sono vuote e contengono l'illuminazione riflessa per il solaio; una volta erano rudimentali travature cui appendere i prodotti del maiale.

Appena usciti dal Volt ci accorgiamo di mura portanti di un metro di spessore: siamo al centro dei 42 metri di lunghezza e pure al centro dei 14 metri di profondità del maso.

Qui la costruzione subiva la massima sollecitazione statica ( ora però - tranquilli ! c'è anche il cemento armato, pur se non si vede ).

Usciti dal corridoio d'ingresso siamo nel salone, al piano terra, dove inizia il vano scale ascensore.

Qui troneggia un mulino elettrico, ma con macine di pietra ( Vermiglio, a. 1937 ), una sorta di primitivo elettrodomestico probabilmente in economia, per contenere spese e fatiche molitorie ( andare e tornare, caricare,scaricare, sacchi da Mezzana, dove c'era il mulino sociale ad acqua ! )

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  • 10-el-volt
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In fondo vediamo la stalla che, fino a qualche decennio fa, ospitava i bovini. Ora ospita galline e conigli ruspanti, visibili attraverso una doppia vetrata, direttamente dal salone d'ingresso.

In un ambiente molto fresco, a dx delle vetrate, è possibile conservare, su apposite mensole, i contenitori di derrate alimentari, non idonee al frigo od appartamento.

Le uova possono essere raccolte direttamente e gratuitamente, dal cestino adiacente la seconda porta, dopo averla aperta.

Se la gallina è al lavoro, fate un giretto; quando sentirete cocodé sarà il momento vostro !

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  • 14-seconda-porta-a-vetri-per-la-stalla
  • 15-stalla-aperta
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